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Prodotti | Artigianato

IL FISCHIETTO DI TERRACOTTA

Artigianato - fischietti

fiscaluru

 

Territorio di Riferimento. Nel territorio del GAL Sud-Est Barese, Rutigliano è famosa per la tradizionale attività figulina, praticata sin dal neolitico ed oggi legata ai tegami di creta per la cottura di vivande e la produzione dei tipici "fischietti" in terracotta: ad essi è dedicata la tradizionale "Fiera del Fischietto in terracotta Città di Rutigliano" che si tiene il 17 Gennaio di ogni anno in occasione della festa liturgica di Sant'Antonio Abate. Cercate d'immaginare con gli occhi della vostra mente l'imbarazzo di un pastore errante che sta facendo ritorno a casa senza più fiato, senza il suo cappello e senza le sue pecore. Lui cerca di escogitare qualcosa sfruttando le sue mani, le unghie, le labbra e scotendo la lingua: ma non sa fischiare.  Un pastore che non sa fischiare non è un uomo. Arguzia ed abilità hanno dato, così, vita ad un fischietto di terracotta, chiamato "fiscaluru" nel locale dialetto.  E’ composto da un "biscotto" d'argilla posto alla base di un cono di terracotta, ospita sul lato più lungo una fessura di 1 cm con all'interno due piccoli buchi collegati fra loro. Così, riuscendo semplicemente a fischiare, l'abile lavoratore d'argilla, detto "figulo", riuscì a dimostrare a tutti che anch'egli era un vero uomo.

 

Materiali. I famosi “fischietti di Rutigliano” sono manufatti di terracotta dipinti a mano raffiguranti personaggi famosi e scene di vita comune: le fattezze dei fischietti rappresentano, in forma caricaturale, personaggi famosi e situazioni buffe tratte dalla vita quotidiana al fine di donare allegria a chi li guarda e a chi li utilizza per fare fracasso. Le riproduzioni più classiche sono quelle che rappresentano il politico, l’esattore delle tasse, il carabiniere, l’ecclesiastico ubriaco; con questi si prendono in giro i personaggi più in vista della città. Molto diffuse sono anche le rappresentazioni di soggetti zoomorfi, normalmente animali domestici e fra questi il galletto è l’animale che è stato rappresentato sicuramente anche in passato; infatti, il fischietto più antico ritrovato, risale all’età medioevale e raffigura un galletto. La tradizione vuole che, durante la festa di Sant’Antonio Abate, ogni fidanzato regali alla sua amata un piccolo fischietto a forma di galletto simbolo di virilità.

 

 

Artigianato - fischiettiTecnica di lavorazione.  L'odierna tecnica di costruzione dei fischietti si rifà alle tecniche artigianali della Roma classica e del mondo Ellenico; il primo fischietto della storia fu ritrovato a Castiello e risale al IV secolo. Il processo di realizzazione dei fischietti ha inizio con la lavorazione dell'argilla (di cui Rutigliano è ricca) pressata in due stampi di gesso che vengono sovrapposti. Quando si raggiungono le ottimali condizioni di umidità ed il giusto grado di pressione, lo stampo può essere aperto. A questo punto per ultimare il fischietto occorre usare un bastoncino di legno che permette di controllare se il fischietto funziona. Esso è quindi sottoposto a cottura anche per quattro giorni. Una volta raffreddatosi, può essere colorato con tinte brillanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CARTAPESTA

 

Artigianato - cartapesta

Artigianato - cartapesta

Territorio di riferimento

 


L’uso della carta per realizzare manufatti si perde nella notte dei tempi, risale forse al primo secolo dopo Cristo, con le prime applicazioni comparse in Cina dove si impastava la carta con il riso per inamidare l’opera e meglio modellarla.

L’arte italiana della cartapesta, invece, affonda le sue radici nel Cinquecento, periodo a cui risale la riproduzione di alcune versioni “povere” di statue a carattere sacro. L’uso della cartapesta per uso liturgico si diffonde anche nel Salento, specie per formare mani, piedi e testa delle statue, in modo da renderle facilmente trasportabili nelle nobili case palazzate.

Nel territorio del GAL Sud-Est Barese, in particolare a Casamassima, la cartapesta arriva grazie ai molti nobili napoletani che vi si trasferiscono alla fine dell’800. La lavorazione e costruzione di grandi manufatti allegorici è stata perpetuata da maestri cartapestai casamassimesi per coronare il periodo carnecialesco. Durante il periodo fascista tali manufatti venivano portati in parata al Carnevale di Putignano dove sfilavano spesso riscuotendo maggior successo dei carri putignanesi.
Dal 1977 si svolge la manifestazione carnevalesca della ‘Pentolaccia Casamassimese’ con sfilata di gruppi mascherati e grandi carri allegorici, espressione dell'operosità, della fantasia e della bravura dei cartapestai locali e dei pittori. Da oltre dieci anni invece si svolge nel periodo natalizio un’importante mostra-concorso di presepi in cartapesta a cui partecipano maestri dell’intera penisola.


Artigianato - cartapestaArtigianato - cartapestaMateriali


 
Il nome deriva dall’atto materiale di pestare la carta che viene ridotta in poltiglia, bagnata e lasciata a macerare lontana dal sole diretto, per poi essere essiccata e pestata in mortai. Usando della farina impastata con acqua in ebollizione si ottiene una colla, detta colla di farina, che non può essere intaccata dalle larve e non viene mangiata dai topi come i normali farinacei.
La poltiglia di carta pestata ottenuta è di colore grigio a prescindere dal colore originario e viene impastata con la colla e modellata dando la forma abbozzata dell’opera da realizzare.
Una volta essiccata, la carta si modella scolpendo e livellando fino all’ottenimento dell’opera desiderata che sarà in seguito minuziosamente dipinta.


Tecnica di lavorazione


Gli oggetti ottenuti sono resistenti, hanno durata illimitata e possono essere decorati in diversi modi.
Due sono le tecniche principali di lavorazione della cartapesta: strisce di carta bagnate strizzate e cosparse di colla di farina vengono disposte a strati su una forma (scheletro) in ferro, oppure si modella direttamente la pasta di carta, ossia il miscuglio di minuti pezzi di carta macerata in acqua e mescolata alla colla. Si può realizzare un oggetto scegliendo una delle due tecniche oppure applicandole entrambe, come avviene a Casamassima. Abbozzato l’oggetto con la cartapesta a strati si utilizza quella in pasta per completarlo con i particolari in rilievo.  Si può usare ogni tipo di carta purché non patinata.

 

 

Acquaviva delle Fonti 
Casamassima 
Conversano 
Mola di Bari 
Noicàttaro 
Rutigliano 

ultima modifica: Super amministratore  25/06/2015
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