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Itinerari   |  Acquaviva delle fonti

Area Archeologica di Salentino


Il sito di Salentino risulta occupato da un insediamento della tarda età del Bronzo sul quale si imposta un abitato indigeno con relativa necropoli datato dal VI al III sec. a.C. . Nella zona sono state rinvenute numerose specchie, visibili da fotografia aerea. La frequentazione in età altomedievale è documenta da una necropoli e dalla chiesa dedicata a S. Maria di Palma o S. Maria dei Salentini. La chiesa, così come si presenta oggi, sembra ricalcare l'impianto planimetrico del transetto di una basilica più antica. La tipologia architettonica romanico-gotica e la serie di affreschi sulle pareti (oggi del tutto scomparsi) portano a datare gli ultimi Interventi al XV-XVI secolo.
Inoltre, è stata rinvenuta una tomba-ossario databile al VI-VII sec. d.C. da cui proviene una brocca con decorazione dipinta.


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Area pozzi Acquaviva


La città di Acquaviva delle Fonti è sorta su una zona periferica di una falda acquifera superficiale che, partendo dal centro storico di Acquaviva, si estende per tutto il territorio a Sud-Ovest della città fino ai piedi della collina di Salentino. I depositi sabbiosi di età quaternaria poggiano sui calcari molto carsificati di età cretacea testimoniata dalla presenza di forme carsiche: grotte, doline, gravi. Sono presenti anche terre rosse e argille che si trovano alla base del deposito sabbioso, poiché l’argilla è impermeabile, impedisce alle acque di infiltrarsi nelle fratture delle rocce calcaree e di disperdersi nel sottosuolo. La presenza della falda acquifera è stata per Acquaviva e per la sua economia un fattore di primaria importanza: fino alla fine degli anni Cinquanta tutta la fascia a Sud Ovest al di fuori del centro storico di Acquaviva era coltivata a ortaggi. Ogni orto, anche piccolo, era fornito di una vasca (u “palminde”) che era riempita con l’acqua della falda estratta dal sottosuolo mediante la noria (la “ngegne”), azionata da energia animale e sostituita in seguito dal motore elettrico. La zona del Piano e del bosco di Salentino attraversate dalla stradina che conduce alla “Masseria La Vecchiaia” facevano parte di quel complesso sistema di tratturi secondari che confluivano nel tratturo N° 72 indicato nella carta dei tratturi della Regione Puglia come il Tratturo Santeramo – Laterza. Nel punto dove la contrada del Piano è più depressa la strada si allarga e presenta diversi pozzi che attingono direttamente dalla falda acquifera, da qui la denominazione di "pozzi del Piano" che ancora oggi si possono osservare nello slargo.


Bosco La Vecchiaia


Il bosco detto "della Vecchiaia" si estende per circa 300.000 mq nel territorio di Cassano delle Murge e per 73.000 mq nel territorio di Acquaviva. Nel territorio di Cassano Murge è ubicata la Masseria la Vecchiaia, da cui il nome stesso del bosco, mentre nella parte acquavivese è presente la Masseria Mastronardi. Entrambe sono strettamente collegate alla presenza di tratturelli, il meglio conservato dei quali delimita a Nord il bosco nella parte cassanese del territorio.


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Grotta di Curtomartino


La grotta di Curtomartino ubicata a 3 km ad Ovest della città di Acquaviva, si estende per 50 m ed è larga 20 m, è stata solo in parte esplorata. E’ costituita da un cunicolo di 9m e da un'ampia caverna ricca di concrezioni, di stalattiti e stalagmiti. Le prime ricerche archeologiche, condotte nel 1968, hanno consentito di confermare una frequentazione antropica del sito già nell'età del paleolitico. I reperti archeologici rinvenuti sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Bari.


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