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Itinerari   |  Conversano

Area archeologica Castiglione


Una fitta vegetazione nasconde i resti dell’antico villaggio di Castiglione. I reperti archeologici, rinvenuti
in superficie o ritrovati nel corso di alcune campagne di scavi, ci narrano di un villaggio di capanne dell’età del Bronzo trasformatosi in un centro urbano con case in muratura di forma quadrangolare nel VI e V secolo a. C.. Il casale decadde nel IV e III secolo a. C. in coincidenza con l’espansione romana in Puglia. Ritornò a vivere nel medioevo per essere successivamente abbandonato verso la fine del XV secolo. Negli scavi del 1957-‘58 furono rinvenute tombe del V-IV secolo a. C. con vasi, probabilmente prodotti in Grecia e importati dalle colonie greche e frammenti di scodelle, tazze e vari reperti metallici.
Altre campagne di scavi hanno rilevato strade, botteghe, case ed anche una chiesetta, dedicata all’Annunziata, di aula rettangolare (m. 12 x 6) e con abside semicircolare rivolta verso est.


Area archeologica di Agnano


Su una altura poco emergente sul declivio, che sale dolcemente dal “lago” di Agnano (lago formatosi nella dolina carsica sottostante a seguito delle acque meteoriche che nella stagione estiva si raccolgono in dodici caratteristiche cisterne), a 227 m. sul livello del mare si osservano i resti dell’antichissima cinta muraria di un preistorico villaggio capannicolo della età del Bronzo finale. Nell’intrico della vegetazione spontanea è possibile rilevare un nucleo murario di forma circolare, fatto di grosse pietre sovrapposte a secco. All’esterno si notano anche i tratti di una seconda cinta muraria, forse realizzata per un ampliamento dello stesso villaggio. L’insediamento preistorico fu certamente abbandonato nel III secolo a. C. a seguito della conquista romana e con l’avvento di nuove forme di aggregazione urbana. Nel fertile terreno che caratterizza l’interno e l’esterno di queste antiche mura sono stati rinvenuti schegge silicee e frammenti vari di ceramica relativa a forme vascolari proprie del VII-V secolo a. C..


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Gravina di Monsignore


La Gravina di Monsignore, l’unica grande incisione valliva nel territorio di Conversano, può essere annoverata nel complesso delle lame di Puglia creando un continuum tra le lame in prossimità di Bari (Lama Balice, L. S. Giorgio, L. Giotta) e le lame in agro di Monopoli (L. Incina, L. Belvedere); essa si delinea visibilmente a 4 km dalla costa e a circa 5,5 km dal centro abitato, raggiungendo la profondità massima di circa venti metri (distanza alveo-quota massima della scarpata) che lentamente digrada verso mare con direzione N-E fino a sfociare in territorio di Mola di Bari località “Cozze-Cala delle Alghe”.
Nel letto della Gravina scorrevano le acque reflue del depuratore cittadino di Conversano che confluivano dai campi di spandimento di Contrada Vadaladrone. All’interno della Gravina si trova la Grotta di Sant’Antonio. A monte della gravina è ubicata la Masseria di Monsignore attualmente disabitata, la proprietà è confinante con il perimetro della Riserva Naturale Orientata Regionale dei Laghi di Conversano. La Gravina di Monsignore è un complesso boschivo di macchia mediterranea con piano dominante a leccio (Quercus ilex L.) e con fillirea (Phillyrea latifolia L.) si osservano anche il bagolaro (o spaccasassi, Celtis australis L.), l’olivastro (Olea europea L. var. sylvestris Brot.) e il lentisco (Pistacia lentiscus L.) L’umidità atmosferica conferita dall’acqua di ruscellamento garantisce una ricchezza di biodiversità alquanto rara nel paesaggio sitibondo pugliese. Sono presenti anche erba ruta (Ruta chalepensis L.), Leguminosae quali carrubo (Ceratonia siliqua L.), anagiride (Anagyris foetida L.) e Fumaria spp.


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Il Bosco di Castiglione


Il Bosco di Castiglione è situato in agro di Conversano a 6 km dal centro urbano, approssimativamente quale crocicchio tra i centri urbani di Castellana Grotte, Conversano e Putignano.
E’ caratterizzato da una torre, struttura di controllo a servizio di un villaggio medievale, circondata da
vegetazione prevalente a lecceta (Quercus ilex) con la presenza di alcuni esemplari di ulivo secolare
(Olea europea), ciliegio selvatico (Prunus spp.) e perastro (Pyrus pyraster). Tra gli arbusti si trova il biancospino (Crataegus monogyna), la fillirea (Phillyrea spp.) e il lentisco (Pistacia lentiscus).
Per quanto concerne l’avifauna, durante tutto l’anno si segnalano l’occhiocotto (Sylvia melanocephala), la ballerina bianca (Motacilla alba), la cinciallegra (Parus major), la ghiandaia (Garrulus glandarius).

Tra i rapaci notturni, abbondante è la civetta (Athene noctua) ed il barbagianni (Tyto alba); nidifica anche il gufo comune (Asio otus).
Tra i rapaci diurni, la poiana (Buteo buteo) ed il gheppio (Falco tinnunculus) sono i più abbondanti, ma in
migrazione primaverile sono state osservate numerose specie, tra cui spiccano l’aquila minore (Aquila pennata), il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), il falco di palude (Circus aeroginosus).
L’osservazione diretta ed indiretta (impronte, tracce) porta ad annoverare nella mammalofauna del bosco anche specie ad ampia valenza ambientale, quali il riccio (Erinaceus europaeus), la volpe (Vulpes vulpes) e, più localizzata, la presenza di mustelidi come la donnola (Mustela nivalis) e la faina (Martes foina).


Sistema dei laghi di Conversano


Il Sito di Importanza Comunitaria “Laghi di Conversano” ricade all’interno della Riserva Naturale Orientata dei Laghi di Conversano riconosciuta dalla Regione Puglia e si trova nel territorio municipale del Comune di Conversano. Il sito è caratterizzato da paesaggio agricolo circostante con coltivazioni estensive ad uliveto, ciliegeto e mandorleto, alternate a colture intensive di uva da tavola e ortaggi.
Sono ancora presenti alcuni complessi boschivi dominati da leccio e roverella. L’area si estende su una Superficie di circa 6 ettari ed è collocata ad un’altitudine compresa tra i 137 e i 218 m s.l.m. Si tratta di un sistema di 11 depressioni naturali di origine carsica, doline, con superfici comprese tra 1.039 e 11.200 metri quadrati, dove impluviano le acque meteoriche . Si tratta di una delle aree più ricche di anfibi e rettili dell’intera provincia di Bari. Per aumentarne la tutela, l’intera area delle doline è stata designata nel 1996 dalla Societas Herpetologica Italica come AREN (Area di Rilevanza Erpetologica Nazionale). Le differenti dimensioni degli stagni influenzano la durata della persistenza dell’acqua e quindi determinano condizioni idrobiologiche variabili tra stagni diversi.


Torre Castiglione


A 261 m.s.l.m. e a circa 5 Km. da Conversano, in direzione sud, sul punto più alto di un dosso calcareo dai pendii piuttosto ripidi, si erge la Torre di Castiglione, monumentale e solitaria testimonianza di un casale ormai crollato. Su una base di m. 7 x 8, si sviluppa in altezza per m. 13,30. È stata realizzata con blocchi calcarei di varie dimensioni. Nelle quattro facciate si possono notare le sei finestrelle, corrispondenti a sei punti di osservazione per le sentinelle. Verso nord, a m. 5,40 da terra, si apre l’ingresso originario della torre che, attraverso un ponticello, si collegava alla cinta muraria. Le mura, di cui sono visibili i resti, cingevano l’antico villaggio di Castiglione, risalente al VI-V secolo a. C.. Furono realizzate con massi di pietra di notevoli dimensioni, ricavati dalla roccia calcarea della zona, poco lavorati e messi in opera per sovrapposizione. Dall’alto della Torre si domina tutta la campagna compresa tra Conversano e Castellana Grotte.


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