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Cultura  |  Arte e Architettura  |  Casamassima

Casamassima

Casamassima (Casamassème in dialetto) conta oltre 19.000 abitanti. Secondo un'antica leggenda, fu fondata da Fabio Massimo il Temporeggiatore, politico e guerriero romano vissuto nel III secolo a.C il quale, durante le guerre Puniche, creò un accampamento, in latino "castrum", quindi ‘castrum-maximi’ (accampamento di Massimo), da cui il nome Casamassima. Casamassima vive per secoli sotto molte signorie, costantemente alle dipendenze dei feudi di paesi confinanti come Conversano e Acquaviva delle Fonti, per poi accrescere la sua importanza. Fino agli anni ottanta, il comune resta però a vocazione agricola e confinato in un piccolo centro; in seguito, con la Strada Statale 100, con l'apertura del centro direzionale Baricentro e di un ipermercato, inizia un periodo di grande espansione abitativa, con la costruzione di condomini e villette a schiera in zone prima di aperta campagna.


Arco delle ombre


L’arco prese tale nome quando il borgo antico era scarsamente illuminato e coloro che vi transitavano di sera portavano un lume a olio, per cui da lontano si aveva la sensazione di vedere fantasmi in movimento. Sormontato da una bella balaustra a colonnine, è uno degli scorci più belli del borgo.


Barialto


Centro residenziale disseminato di ville dalle strutture architettoniche singolari, ideate da celebri architetti italiani. L’ingresso monumentale è stato progettato da Aldo Rossi, figura di prestigio internazionale dell’architettura contemporanea, che ha immaginato il centro come una sorta di “città ideale” circondata da mura e una grande porta di ingresso come nei centri storici delle città. L’opera di Aldo Rossi è caratterizzata dallo sviluppo di forme semplici geometriche: cono, cilindro, parallelepipedo e cubo, che si rifanno all’architettura delle origini utilizzando materiali tradizionali locali come il tufo e la pietra. Le particolari torri ottagonali della recinzione ricordano Castel del Monte, mentre i quattro alti monoliti e il cono dell’ingresso monumentale denotano una profonda conoscenza del passato di questa terra rifacendosi alle tholos, alle specchie e ai trulli dai tetti conici. Qualcuno ha voluto intravedere anche una trasposizione stilizzata di Porta dell’Orologio che dalla piazza principale conduce nel borgo antico di Casamassima, evidenziando un attento e apprezzato studio del luogo. Il cono, di matrice ellenica, è tronco all’estremità e presenta delle aperture rettangolari alla base nel cui interno è stato collocato un grande olivo secolare simbolo del magico incontro tra architettura contemporanea e il passato rurale del luogo.


Borgo Antico, noto come Paese Azzurro


Il Borgo Antico di Casamassima, di chiara impronta medievale, si è sviluppato nell’VIII sec. attorno ad una imponente dimora padronale detta “Castello” ed è attraversato da due assi principali nord-sud ed est-ovest. Singolare e pittoresco con le suggestive viuzze fatte di “chianche” (basole in pietra), i chiassi (vicoli ciechi), le corti e le basse abitazioni un tempo tutte tinteggiate di azzurro del quale si conservano, in più punti, le tracce secolari con una notevole stratificazione. La colorazione azzurra pare sia dovuta ad un voto fatto nel XVII sec. dall’allora signore di Casamassima, Michele Vaaz, alla Madonna di Costantinopoli che preservò il borgo dalla peste diffusa in tutto il territorio. Di qui l’ordinanza di dipingere il caseggiato a calce viva, aggiungendo il colore azzurro del manto della Madonna. Negli anni ’60, il pittore milanese Vittorio Viviani rimase colpito da questo borgo singolare e, immortalandolo nelle sue tele, lo ribattezzò come ‘Paese Azzurro’. Sono attualmente in corso diverse ristrutturazioni degli edifici più importanti e il ripristino della colorazione azzurra per le facciate delle abitazioni.


Chiesa matrice Santa Croce


Edificata nel 1321, è stata più volte rimaneggiata. Gli ultimi lavori di restauro, nonché gli scavi archeologici effettuati nel 1996, hanno portato alla luce un fitto sepolcreto che può essere ammirato grazie a telecamere a circuito chiuso, mentre le camere sepolcrali sono visitabili. All’interno della chiesa a tre navate, si possono ammirare la preziosa scultura in pietra della Madonna delle Grazie, attribuita a Stefano da Putignano (XVI sec.) e numerose tele di scuola napoletana; la cripta custodisce il grande Crocifisso in pietra sintetica dello scultore Adolfo Rollo.
Convento delle Monacelle
Sorse dall’adattamento di un antico palazzo appartenuto alla famiglia De Bellis. L’ultimo proprietario, don Domenico Console, donò l’edificio all’Orfanotrofio dell’Addolorata, dove furono istruite ed educate tante fanciulle orfane. L’edificio ospitò pure uno dei primi Conservatori di musica della provincia di Bari ed un convento di Suore Oblate. Il complesso, di proprietà comunale, viene oggi utilizzato per le più prestigiose manifestazioni culturali ed è destinato ad ospitare la Biblioteca Comunale, una pinacoteca. Annessa al Convento delle Monacelle è la Chiesa dell’Addolorata o del “Sacro Cuore”, dallo stile architettonico barocco e dal campanile con cuspide a cipolla, oggi sede di un auditorium.


Cimitero Polacco


Si tratta di uno dei quattro cimiteri militari in cui sono sepolti i soldati polacchi caduti in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal 1943 al 1945, Casamassima ospitò le armate alleate, in particolare i Polacchi dell’VIII Armata che vi costruirono questo grande cimitero, “Korpusu”, nel quale riposano le salme di 431 polacchi deceduti durante il conflitto. Ogni anno, il 2 novembre vi si svolge una suggestiva cerimonia di commemorazione alla presenza delle autorità locali.


Monastero di Santa Chiara


Il più rappresentativo ed imponente edificio del borgo antico, fondato nel 1573 da Antonio Acquaviva d’Aragona come orfanotrofio e trasformato nel 1660 in monastero di Clarisse. Dopo l’Unità d’Italia, fu soppresso subendo negli anni numerosi cambi di destinazione d’uso. Attualmente il complesso è in fase di ristrutturazione per ricavarne un museo contadino e altri locali.


Palazzo Ducale


Detto comunemente “castello”, sorge al centro del borgo antico ed è attualmente interessato da un accurato restauro che sta riportando alla luce splendidi affreschi seicenteschi. Dal secolo XII, è stato dimora dei feudatari, interessante è il portale con bugnato alternato a punta di diamante d’ispirazione spagnola.

 

I Comuni

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